lunedì 17 dicembre 2007

A scuola di calcio...da Sir Fabio Capello

Sarà l' uomo del Rinascimento così è stato definito dall'austera stampa inglese.
Serio, concreto e intelligente. Un coach che risponde a tutte le caratteristiche e ha tutte le credenziali per far sognare e ricostruire l'orgoglio dei Tre Leoni, simbolo della corona inglese.
Un curriculum di tutto rispetto con un passato da calciatore e allenatore con la doppia WW winner and winning.
Si presenta ai tabloid del Regno Unito con un inglese non fluente ma promette di studiare durante la pausa natalizia ed arrivare al 7 gennaio con una buona preparazione.
Imparare la lingua più parlata nel mondo all'età della pensione è l'ennesima sfida di Sir Fabio Capello ma siamo sicuri che riuscirà anche in questa ennesima impresa.
Per un uomo che ha vinto ovunque facendo la differenza, l'obiettivo principale sarà ricompattare un ambiente scosso che non è mai sprofondato così in basso, che dovrà dare il giusto tempo e la giusta concentrazione al sergente di ferro per diagnosticare quale male affligge l'Inghilterra.
Affronta l'ostica platea promettendo flessibilità nella scelta del modulo e precisando che il posto da titolare tutti dovranno meritarselo.
Anche in quest'avventura Capello sarà seguito dal suo staff divenuto ormai la sua seconda famiglia: da Baldini a Galbiati, da Tancredi a Neri insieme hanno fatto il giro d'Europa da Roma a Madrid passando per Torino conquistando uno scudetto dietro l'altro, ha preteso di essere affiancato anche da tecnici del posto, da gente che lavora in Inghiltera e conosce i trucchi del mestiere.
Un sogno che si realizza " Non l'ho fatto per i soldi???... i soldi sonosecondari contano i risultati " Il suo ingaggio-record parla chiaro percepirà un miliardo di sterline pari ad un miliardo e mezzo di euro.
"Per me è un onore, ho sempre voluto allenare l'Inghilterra e non ho maivoluto e desiderato allenare l'Italia. Spero di affrontare gli azzurri al prossimo Mondiale del 2010 in Sudafrica ".
Chissà avrà detto Nemo profeta in patria….

domenica 11 novembre 2007

Addio angelo della notte

Episodio accidentale, errore umano, una fine assurda.
Non ci sono parole per descrivere una tragedia inspiegabile, la morte di un giovane tifoso, uno di noi, che dopo aver degnamente lavorato in una nota discoteca della capitale, decide di andare a vedere la sua squadra del cuore e muore accasciato in macchina in un’area di servizio dell’ aretino davanti agli occhi increduli dei suoi compagni di viaggio e di avventura.
Doveva essere una domenica come tante altre per Gabriele Sandri, una serata in discoteca come dj e poi la partenza per la trasferta di Milano e invece quella giornata di sano e puro divertimento si è trasformata in una maledetta domenica. Una tragica fatalità, un destino avverso, una vita spezzata ingiustamente a soli 28 anni per un colpo partito dalla pistola di un padre di famiglia di qualche anno più grande di Gabbo.
A nove mesi dalla morte dell’ispettore capo Filippo Raciti negli scontri tra Catania e Palermo, alle battaglie della vedova Marisa Grasso, al nuovo pacchetto sicurezza, all’ inasprimento delle pene abbiamo scritto ancora una volta una delle pagine più brutte e scure del nostro sport preferito.
Il tifo dovrebbe essere passione, divertimento e non violenza, un tempo era una valvola di sfogo ora è un evidenziatore di un male sociale. Delinquenti travestiti da tifosi che adottano comportamenti ingiustificati, minacciano i giocatori, le forze dell’ordine, le istituzioni e consumano la loro vendetta assaltando commissariati e caserme, andando ad incendiare cassonetti, a deturpare palazzi, a frantumare vetri scatenando una vera e propria guerriglia urbana. E questi teppisti di strada dovrebbero essere il dodicesimo uomo in campo? Il calcio nelle mani di questi esagitati?
Ma cosa sta succedendo al gioco più bello e appassionante del mondo?
Cosa si sta verificando? E che figura stiamo facendo in campo internazionale noi che siamo i campioni del mondo adesso dobbiamo andare a lezione dagli hooligans?
E’ una situazione inaccettabile in uno stato che si professa civile che non ha più potere, sintomo di un paese in profonda crisi, di una società marcia, di una mentalità troppo buonista, di un tessuto sociale disgregato, di un calcio malato oramai da molto tempo.
E’ ora di voltare pagina, è ora di cambiare un sistema, serve un segnale forte. Quale può essere la via d’uscita? Sospendere il campionato, vietare le trasferte ai tifosi, adottare misure più drastiche e restrittive, monitorare chi entra e chi esce dallo stadio. Tutto questo quanto può essere proficuo. Manchiamo di una vera cultura sportiva, del buon senso, forse la settimana di sosta sarà utile per un momento di riflessione.

mercoledì 7 novembre 2007

Barone in campo, signore in panchina

E' volato in cielo in punta di piedi l'antidivo per eccellenza.
Ci ha lasciato il più svedese degli italiani regalandoci mezzo secolo di
calcio tra giocatore e allenatore.
Maestro di vita e di pallone:acuto e serio, ironico e allegro, carismatico e
narciso, saggio e intelligente,
galantuomo ed elegante.
Fisico da gigante buono sceso da un fiordo vichingo, grande aplomb nordico,
uomo di classe e di stile in campo e fuori, amante delle grandi sfide,
disponibile con tutti, garbato e coraggioso, corretto ed equilibrato,
seduttore di folle calcistiche, educatore per il feeling umano e amorevole
instaurato con giovani calciatori e grande mediatore nello spogliatoio con i
più anziani.
Lo ricorderemo per le poche parole ma ben misurate con quell'italiano mai
perfetto, per le sue provocazioni, le sue scaramanzie, i riti legati all'
oroscopo della Bilancia, per il suo sdrammatizzare ogni evento con una
battuta.
Nils Liedholm arrivò nel Belpaese alla fine degli anni Cinquanta, periodo
difficile per gli uomini di quella generazione, erano gli anni del
dopoguerra convinto di rimanere qualche stagione.
Un viaggio di andata e ritorno sull'asse Milano – Roma prima come giocatore
sponda rossonera, un perfetto regista dotato di grande forza fisica e buon
tiro che già dettava i tempi e le strategie con la premiata ditta Nordahl e
Gren che vinse quattro scudetti e contese il mondiale al Brasile di Pelè.
Era un segno del destino diventare un apprezzato e stimato tecnico.
Avanguardista, innovatore del modulo a zona e della ragnatela. E poi
panchina giallorossa per il secondo capolavoro della storia capitolina il
primo tricolore dell'era postmoderna.
Era la Roma del presidente Viola contro il predominio bianconero di
Boniperti, la Roma di Falcao e Bruno Conti una squadra dotata di grande
carattere e forza fisica, una buona dose di carica agonistica e grande
tecnica organizzativa che puntava sul possesso palla anche se giocava con
ritmi non elevati ma fu anche quella che perse una finale di Coppa Campioni
ai rigori all'Olimpico.
Amante della buona tavola e della cucina italiana da piccolo sognava di fare
il contadino, passione che ha realizzato dopo aver appeso le scarpette al
chiodo sulle colline silenziose del Monferrato nella Cascina Boemia come
grande produttore di Barbera e Grignolino e della sua ultima creazione "
Raggio di Luna ".
Addio grande maestro!

lunedì 22 ottobre 2007

Miracolo a S.Paolo

Era scritto nel destino vincere il suo primo titolo mondiale con una
Ferrari, la più prestigiosa delle vetture la rossa di Maranello, la più
amata dagli Italiani. Era successo solo a Juan Manuel Fangio e Scheter .
La sognava fin da bambino quando scorazzava con una macchina rossa tra i
pioppi di Espoo, sua città natale in Finlandia.
Sovvertendo il pronostico, l'uomo dagli occhi di ghiaccio, vince e convince
nel caldo circuito di Interlagos il suo primo titolo iridato al debutto sul
cavallino, in un epilogo che non ti aspetti ma che avresti sempre immaginato
che accadesse.
Sarà ricordata come la stagione più tormentata e travagliata, la più lunga,
sofferta e inquinata della Formula 1.
Ha vinto il ragazzo timido con la faccia pulita, l'uomo che ha messo tutti d
'accordo riportando giustizia nel Circus, l'uomo che ha sconfitto sulla
pista i veleni e i continui colpi di scena, la corruzione dei giudici e
commissari di gara, gli agguati, i favoritismi, le inchieste a fine gara sui
carburanti usati da Kubica e Heifield.
E' stato il trionfo del dopo Schumacher e dello stratega Ross Brawn, di
Massa impeccabile come perfetto gregario a fare da tappo contro lo spettro
di Alonso. 6 titoli piloti in otto anni, sette titoli costruttori in nove
anni, il quindicesimo titolo mondiale.
E' stata la vittoria della giustizia contro le gerarchie in un anno
macchiato da scorrettezze sportive e da sbagli ripetuti della scuderia di
Woking, dai capricci di Ron Dennis incapace di gestire due piloti nel suo
team e volendo castigare il due volte campione del mondo che consegna nelle
mani dei rivali la coppa.
Sarebbe una vera beffa vedersi togliere il titolo dopo che Raikkonen il
verdetto lo ha guadagnatosull'asfalto. Il pilota più raccomandato della
storia della Formula 1 si è fatto un esame di coscienza opponendosi al
ricorso di Parigi fatto dalle Mc Laren per l'episodio della temperatura
delle benzine fredde visto che l'ha fatta franca per un intero anno.
Questo mondiale poteva perderlo solo lui, Lewis Hamilton che nell'ultima
gara ha buttato al vento la grande occasione di conquistare il suo primo
trofeo tradito dalla sua inesperienza e incoscienza.
E' il simbolo di un'Italia diversa che gioisce moderatamente e che può
vantare anche il titolo della Ducati
nel motociclismo.
Dopo i bagordi della torcida verdeoro il grande appuntamento è per domenica
prossima per il Ferrari day a Maranello.

domenica 7 ottobre 2007

All'ultima curva

In una stagione tormentata la Formula 1 ci regala un finale thrilling degno di suspence.
Nessuno si sarebbe immaginato un mondiale riaperto nell'ultima gara di campionato. Volata finale per tre contendenti: Hamilton, Alonso e Raikkonen racchiusi nello spazio di 7 punti con l'incomodo Massa che giocando in casa è un profondo conoscitore del percorso carioca. Non capitava dal 1986 quando incollati agli schermi assistevamo ai mitici duelli tra le due Williams di Piquet e Mansell contro il prof. Prost.
Bei tempi!!! Nel grande Circolo della Formula si sente da parecchi anni la mancanza di grandi sfide, di grandi protagonisti, di veri uomini.
Doveva essere la domenica della consacrazione di Lewis Hamilton quale erede di Schumacher ed invece per uno strano gioco del destino per il pilota della Mc Laren c'è stato il primo ritiro della stagione e della carriera.
Al 31° giro il debuttante, vuoi per presunzione o arroganza o per una strategia fallita dal suo team, ha perso la grande chance di laurearsi campione del mondo. Deve recitare il mea culpa perchè ha fatto tutto da solo spingendo la sua macchina tanto da usurare la gomma posteriore destra ed essere tradito in zona pit lane. Questa volta il miracolo a Santa FIA non è riuscito. I commissari di gara ancora una volta hanno cercato di favorirlo cercando di far ripartire la sua monoposto ma i pneumatici giravano a vuoto nella sabbia. Sconsolato è tornato ai box stringendo le mani ai meccanici e scusandosi con babbo Ron Dennis per un eccesso di protagonismo.
Festa rinviata al 21 ottobre in Brasile. Quindici giorni per poter studiare il percorso e riflettere sulle migliori strategie da adottare, sulla scelta delle gomme, sulle condizioni metereologiche vista l'inesperienza del cocco di casa Mc Laren sul circuito di Interlagos. Potrebbe esserci un colpo di scena, giustizia potrebbe essere fatta ma Hamilton resta sempre l'uomo da battere. Solo lui potrebbe buttare al vento il suo primo titolo iridato. E la spy-story non finisce qui!

domenica 30 settembre 2007

Mr Grillo Iridato

Un colpo di fucile contro i denigratori ha sparato al cielo Paolo Bettini.
L’atleta toscano della Quick Step si aggiudica i campionati mondiali di ciclismo su strada bissando il successo dello scorso anno a Salisburgo.
Tre gli episodi che hanno caratterizzato la vigilia del mondiale: le accuse infamanti subito smentite del suo ex compagno di squadra Patrik Sinkewitz reo di avergli fornito sostanze dopanti, l’attacco di McQuaid che non voleva firmare la carta antidoping dell’UCI, l’esclusione dalla corsa iridata da parte dell’assessore allo sport di Stoccarda Susanna Einsemann presidentessa del comitato organizzatore e aspirante sindaco della città della Mercedes.
Tra mille difficoltà e incomprensioni il Grillo di Cecina è rimasto con i piedi sui pedali alla faccia di chi fino all’ultimo istante gli ha messo i bastoni tra le ruote. “Nell’ultimo anno ho imparato a lottare contro le avversità della vita. Non credevo di poter ripetere quest’impresa ma la rabbia agonistica ha prevalso su tutto e tutti”.
I ricordi vanno al fratello scomparso qualche giorno dopo la vittoria in terra austriaca, a colui che l’aveva messo in sella ad una bici per poi non godersi le gioie e le soddisfazioni di un titolo iridato. “ Devo tutto ai miei genitori che mi hanno dato la giusta serenità, mi hanno incoraggiato a non mollare mai a crederci ancora e a non fermarmi”.
Ed ora appuntamento al prossimo anno a Varese.

lunedì 10 settembre 2007

L’Abruzzo si tinge di rosa

L'Abruzzo sarà il palcoscenico dei campionati europei di basket femminile che si svolgeranno in provincia di Chieti.
Quattro le città scelte per ospitare il grande evento: Chieti, Lanciano, Vasto ed Ortona.
Ai nastri di partenza 16 squadre divise in 4 gironi:
GRUPPO A – Vasto
Israele, Turchia, Lettonia, Repubblica Ceca
GRUPPO B – Lanciano
Belgio, Romania, Germania, Lituania
GRUPPO C – Chieti
Italia, Francia, Grecia, Russia
GRUPPO D – Ortona
Bielorussia, Serbia, Croazia, Spagna
Le quattro città hanno preso al volo l'occasione per rifarsi il look l'ultima in ordine di tempo Ortona dove è stato inaugurato il nuovo Palazzetto dello sport. Un impianto rinnovato sia internamente con un moderno sistema informatico ed audiovisivo ed una capienza di 1400 posti sia esternamente con moderne cabine colorate che sembrano quelle di uno stabilimento balneare.
Il 24 settembre alle ore 15.30 al Palasantafilomena di Chieti si alzerà il sipario e la prima a scendere in campo sarà la nazionale azzurra capitanata dal coach Lambruschi contro la titolata Russia, superfavorita del torneo e vicecampione d'Europa e del mondo in carica. Gli ultimi trofei conquistati nelle ultime quattro competizioni: un oro, due argenti e due bronzi. L'obiettivo delle donne è quello di superare il primo turno eliminatorio e trasferirsi ad Ortona per giocare la seconda fase ma soprattutto far vedere ai colleghi uomini chi è il sesso forte visto il loro flop nella trasferta spagnola.